Da Ue 144 milioni euro per ricerca per finanziare 26 progetti, 30 milioni i pazienti in Europa Bruxelles

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Aprile 2015

 

I 26 nuovi progetti coprono un ampio spettro di malattie rare: da quelle cardiovascolari a quelle metaboliche, fino ai disordini immunitari. I gruppi di ricerca lavoreranno su più fronti. Tra le varie sfide, quello di elaborare un sistema di sostegno al fegato “bioartificiale” per il trattamento di disfunzioni acute. Ma si lavorerà anche a imponenti analisi di dati per sviluppare nuovi strumenti di diagnostica, biomarkers e strategie di screening per ottenere agenti terapeutici contro le malattie renali; e si punterà anche allo sviluppo clinico di una medicina per trattare la “alkaptonuria”, un disordine genetico che porta a precoci forme di artrite, malattie cardiache e disabilità al momento incurabili. Molti dei nuovi progetti confluiscono nel Consorzio internazionale della ricerca sulle malattie rare. Si tratta dell’organismo voluto dalla Commissione Ue che riunisce enti governativi, ricercatori, associazioni di malati, membri dell’industria farmaceutica e professionisti del settore sanitario, con l’obiettivo di consegnare, entro il 2020, 200 nuove terapie per le malattie rare ed i mezzi per diagnosticarne la maggior parte

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