Lupus erimatoso sistemico: alcuni fattori dietetici influenzano l’attività di malattia e il trattamento con glucocorticoidi

04

Febbraio 2016

Importanti novità sul Lupus erimatoso sistemico dai ricercatori svedesi del Karolinska Institutet

di Nicola Casella

Ricercatori svedesi del Karolinska Institutet hanno pubblicato online sulla rivista Lupus Science & Medicine i risultati di uno studio secondo il quale alcuni fattori dietetici, come il beta-carotene, l’acido grasso C18:2 e la vitamina B6 sarebbero efficaci nel ridurre l’impiego di dosi elevate di glucocorticoidi (GC). La vitamina D, al contrario, non sembra avere una funzione protettiva verso l’attività del lupus eritematoso sistemico (LES).
Lo studio, inoltre, ha documentato l’esistenza di un’associazione inversa tra l’assunzione di alcol e la dose impiegata di GC.

Razionale dello studio
In letteratura alcuni studi hanno suggerito la possibilità di modificare il rischio e la severità del LES grazie ad alcuni nutrienti.
Obiettivo dello studio, pertanto, è stato quelli di approfondire il significato delle associazioni esistenti tra la dieta e il trattamento con GC, considerato una misura surrogata dell’attività di malattia, in pazienti affetti da LES.

Informazioni sullo studio e sui risultati principali
I ricercatori hanno incluso nello studio 111 pazienti con LES provenienti dallo studio SLEVIC (the SLE Vascular Impact Cohort), mettendo in correlazione i dati dietetici con quelli relativi al trattamento con GC nell’arco di 2 anni.
Al reclutamento, i pazienti hanno completato appositi questionari validati sull’assunzione di cibo e di bevande. Sulla scorta dei dati ottenuti, i ricercatori hanno effettuato una stima dell’assunzione quotidiana di 49 nutrienti sulla base dei dati a disposizione provenienti dalla Svedish National Food Administration.
I dati relativi all’impiego di GC sono stati calcolati nel tempo sulla base dei dati riportati sulle cartelle cliniche all’inizio dello studio, un anno prima e un anno dopo l’inclusione nella sperimentazione.
L’associazione tra la dieta e il trattamento con GC è stata sottoposta ad analisi di regressione logistica, supponendo vera l’ipotesi secondo la quale il trattamento con GC e le eventuali variazioni della posologia di somministrazione rappresentano una misura surrogata di LES attiva.

I risultati ottenuti nel corso di 2 anni di osservazione hanno documentato, innanzi tutto, che, quasi in un caso su 2 (48,6%), i pazienti avevano continuato il trattamento con GC.

L’assunzione di vitamina D con la dieta è risultata associata con il trattamento con GC (OR=2.702.85; IC95%= 1-8,11) mentre l’assunzione di alcol è risultata inversamente associata con il trattamento farmacologico (OR=0,280,39; IC95%= 0,10-98).

I ricercatori hanno anche documentato l’esistenza di un’associazione inversa tra l’assunzione di beta-carotene, acido grasso C18:2 e vitamina B6 con un dosaggio immutato/aumentato di GC (OR=0,290,30; IC95%= 0,10-0,90).

Infine, l’assunzione calorica totale è risultata associata a dosi di GC>5 mg/die e >7,5 mg/die, indicative dell’esistenza di un’associazione diretta tra l’assunzione dei 35 nutrienti e l’impiego di dosi più elevate di GC (OR=2,9823,82; IC95%= 1,01 -203,88).

Implicazioni dei risultati
In conclusione, “…i risultati di questo studio non hanno suffragato l’ipotesi di un’azione benefica della vitamina D assunta con la dieta contro l’attività del lupus. Al contrario, il beta-carotene (un antiossidante), l’acido grasso C18:2 (omega 6) e la vitamina B6 potrebbe avere un ruolo protettivo in termini di riduzione di outcome sfavorevoli (indicato dall’aumento della dose impiegata di GC). – scrivono gli autori”.

“L’associazione inversa tra l’assunzione di alcol e il trattamento con GC (misura surrogata di attività del lupus) continuano – potrebbe fornire una spiegazione parziale del legame esistente tra una moderata assunzione di alcol e il miglioramento della salute CV in presenza di malattia reumatica.

Infine, l’associazione documentata tra l’assunzione di calorie con la dieta e l’impiego di dosi più elevate di GC è indice di un’influenza positiva di questa classe di farmaci sull’appetito.”

Fonte: www.pharmastar.it

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