Sclerodermia e ulcere digitali: le terapie tipiche non bastano

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Marzo 2016

Sclerodermia o sclerosi sistemica, ulcere digitali e l’importanza della capillaroscopia, esame medico per lo studio del microcircolo

I pazienti con sclerosi sistemica ed un’anamnesi recente di ulcere digitali rimangono significativamente a rischio di svilupparne una nuova. Ciò suggerisce che un trattamento fra i più comuni potrebbe non essere sufficiente a scopo preventivo in questo sottogruppo ad alto rischio.

A portare a queste conclusioni è stato uno dei cinque studi osservazionali che compongono il progetto DeSScipher, sponsorizzato dalla Scleroderma Society di Londra. Secondo Jelena Blagojevic dell’Università di Leeds, autrice dello studio che ha preso in esame 1.210 pazienti, un’anamnesi di ulcere digitali nelle ultime 24 settimane dovrebbe comportare una strategia maggiormente aggressiva, diversa dalla sola terapia con bloccanti dei canali del calcio ed ACE-inibitori, a causa della scarsa efficacia di quest’ultima nella prevenzione delle recidive delle ulcere rispetto ad altre opzioni.

Sino al 50% dei pazienti con sclerosi sistemica svilupperà un’ulcera digitale entro i primi 5 anni. I fattori di rischio comprendono breve durata della malattia, sclerosi sistemica di tipo diffuso, coinvolgimento della mano e presenza di teleangectasie. Secondo i ricercatori, un mezzo pratico per identificare precocemente i pazienti con ulcere digitali consisterebbe nella capillaroscopia, nel test di Allen e nella conta delle teleangectasie, tutti test accessibili e semplici da praticare. (Systemic Sclerosis World Congress (SSWC) 2016, presentato il 19/2).

Fonte: http://www.popsci.it

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