Morbo di Crohn: ASCA fecale come biomarcatore pediatrico

04

Maggio 2016

La misurazione degli ASCA fecali potrebbe rappresentare un innovativo biomarcatore non invasivo da impiegare nella valutazione dei pazienti pediatrici

Un biomarcatore semplice ed affidabile per il morbo di Crohn sarebbe un valido strumento clinico. E’ stato ipotizzato che l’anticorpo anti-Saccaromyces cerevisiae (ASCA) possa essere presente nelle feci dei pazienti affetti da questa malattia. Un recente studio ha dunque misurato gli ASCA nelle feci e nel siero di bambini ed adolescenti con malattie infiammatorie intestinali note o sospette.

Lo studio ha preso in considerazione 114 pazienti. I livelli medi di ASCA sono risultati significativamente elevati nelle feci e nel siero dei pazienti con morbo di Crohn rispetto agli altri, compresi i soggetti che presentavano rettocolite ulcerosa o colite acuta. Fra i pazienti con morbo di Crohn, i livelli di ASCA sierici e fecali erano maggiori nei soggetti in cui la diagnosi era stata posta più di recente.

I dati del presente studio dunque suggeriscono che la misurazione degli ASCA fecali potrebbe rappresentare un innovativo biomarcatore non invasivo da impiegare nella valutazione dei pazienti con malattie infiammatorie intestinali note o sospette, ma sono necessarie ulteriori indagini onde meglio definire la valenza di questo biomarcatore nell’identificare il morbo di Crohn e la risposta alla terapia sia nei bambini che nei giovani adulti. (J Pediatr Gastroenterol Nutr online 2016, pubblicato il 21/4)

Fonte: http://www.popsci.it

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