Fibromialgia: espressione emotiva più utile di terapia cognitiva

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Giugno 2016

Nei pazienti con fibromialgia può dimostrarsi utilissimo un intervento terapeutico che implichi il confronto e l’espressione dell’emotività e delle esperienze traumatiche

Nei pazienti con fibromialgia, un intervento terapeutico che implica il confronto e l’espressione dell’emotività e delle esperienze traumatiche porta ad un miglioramento del dolore rispetto alla terapia cognitivo-comportamentale convenzionale. Questa strategia è stata anche connessa ad una significativa riduzione del dolore se offerta come intervento una-tantum in medicina di base.

Secondo il prof. Mark Lumley della Wayne State University di Detroit, autore dello studio PAST-FM, che ha preso in esame 230 pazienti, gli attuali interventi psicologici per la fibromialgia, come la terapia cognitivo-comportamentale, sono relativamente deboli, in quanto non aiutano il paziente a scoprire, inquadrare e risolvere le loro esperienze emotive negative, ma è stato dimostrato che fare proprio questo porta ad un miglioramento degli esiti, al punto che una sostanziale minoranza dei pazienti successivamente non risponde più ai criteri diagnostici della fibromialgia.

Secondo i ricercatori, le condizioni di controllo impiegate nello studio sono state probabilmente utili per il paziente. Esso ha presentato le ultime informazioni scientifiche su una condizione in larga parte misteriosa, ed è possibile che queste informazioni di fatto aiutino i pazienti a superare le stigmatizzazioni, chiarire la confusione e comunicare in modo più efficace con famiglia e medici.

Quanto riscontrato, comunque, evidenzia che il paziente ha significativi problemi irrisolti, fra cui vittimizzazione e conflitto. In psicologia ed in medicina di base questi pazienti vengono tipicamente trattati con gestione generica dello stress e trattamento di ansia e depressione, ma questi sintomi si basano probabilmente su fenomeni più profondi.

Sopprimere le emozioni quali vittimizzazione, conflitto o segreti basati sulla vergogna porta a dolore ed affaticamento, e l’approccio adottato stimola invece il paziente ad esprimersi maggiormente, un’opzione che i pazienti sembrano gradire in sommo grado. (American Pain Society (APS) 35th Annual Scientific Meeting, abstract 488 e 509, presentato il 13/5/2016)

Fonte: http://www.popsci.it

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