Lupus pediatrico e infezioni, dati preoccupanti da studio USA

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Marzo 2017

Nella popolazione pediatrica degli USA, le infezioni serie, causa di ospedalizzazione, sono molto comuni. Lo dimostrano i risultati di uno studio di recente pubblicazione su Arthtitis Care & Research che ha utilizzato i dati provenienti da Medicaid, il programma federale sanitario degli USA che provvede a fornire aiuti agli individui e alle famiglie con basso reddito salariale

Nella popolazione pediatrica degli USA, le infezioni serie, causa di ospedalizzazione, sono molto comuni.

Razionale dello studio
Come è noto, le infezioni rappresentano una comorbilità frequente nei pazienti con LES e si associano a tasso elevati di mortalità.

Fino ad ora erano stati utilizzati i dati provenienti dai registri nazionali per valutare il tasso di infezioni in pazienti pediatrici affetti da artrite idiopatica giovanile, mentre questo non era mai stato fatto prima per le popolazioni pediatriche affette da LES.

Per colmare il gap è stato implementato questo studio che, per esplorare i tassi di incidenza, di mortalità, nonché i dati demografici e quelli relativi alla possibile esacerbazione del rischio di infezioni in presenza di nefrite lupica, ha analizzato i dati provenienti dal database del programma federale USA Medicaid relativi alle prestazioni erogate dal sistema per almeno un semestre, nel periodo 2000-2006.

Le infezioni erano definite come “serie” se richiedevano il ricorso all’ospedalizzazione ed erano classificate come batteriche, fungine, virali o sostenute da micobatteri.

Su 3.500 adolescenti con lupus identificati nel database, 1.297 erano affetti anche da nefrite lupica.

Il campione era costituito, in prevalenza, da soggetti di sesso femminile (>80%), aventi un’età compresa tra i 15 e i 18 anni, seguiti per un tempo mediano pari a 2,6 anni.

Di questi, il 67,2% aveva fatto utilizzo di CS, il 52,7% di idroclorochina mentre il 31% di farmaci immunosoppressori. Nel sottogruppo dei pazienti con nefrite lupica, le 3 categorie di farmaco sopra indicate erano state utilizzate, rispettivamente, dall’81,8%, 53,1% e 39,8% dei pazienti, rispettivamente.

Solo il 14,3% dei pazienti con lupus era stato sottoposto a misure di profilassi, a fronte del 19,7% dei pazienti con nefrite lupica: in particolare, la profilassi vaccinale contro l’influenza è stata effettuata solo dal 2,8% dei pazienti lupici e dal 3,2% di quelli affetti da nefrite lupica, rispettivamente.

Risultati dello studio
Durante il follow-up, sono state documentate 1.053 infezioni serie in 593 pazienti e 624 infezioni serie in 326 pazienti con nefrite lupica.
Nella maggior parte dei casi, i pazienti con comorbilità infettiva erano affetti da una singola infezione, mentre il 18% dei pazienti lupici e il 21% di quelli affetti da nefrite lupica erano affetti da tre o più infezioni.

Sul totale delle infezioni documentate, l’87% era di natura batterica, l’11% di natura virale, l’1,3% di natura fungina e <1% sostenute da micobatteri.
Polmoniti (n=438), batteriemia (n=274) e celluliti (n=272) sono risultate le infezioni batteriche maggiormente rappresentate.
L’herpes zoster, invece, è risultata essere, invece, l’infezione virale predominante, con ben 81 casi.

I tassi di incidenza di infezioni batteriche sono stati pari a 9,07 per 100 pazienti-anno per l’intera coorte di pazienti lupici e a 15,13 per 100 pazienti-anno per il sottogruppo di pazienti con nefrite lupica.

Quanto alle infezioni virali, invece, i tassi di incidenza sono stati pari, invece, a 1,15 e a 2,15 per 100 pazienti-anno, rispettivamente.

I ricercatori hanno anche osservato che alcuni fattori erano associati con un rapporto di tassi di incidenza di infezioni serie più elevato, in presenza di lupus.
Questi erano rappresentati dall’età compresa tra i 9 e i 12 anni (IRR=1,44; IC95%= 1,03-2,02); dall’etnia Afro-Americana (IRR=1,83: IC95%=1,51-2,22) e dagli Indiani d’America (IRR=1,81; IC95%= 1,17-2,80).

Inoltre, il sesso maschile è risultato associato ad un rischio più basso di infezioni (IRR=0,79; IC95%= 0,66-0,95).
Quanto alla nefrite lupica, sono stati documentati rischi elevati nei soggetti di etnia Afro-Americana (IRR= 1,71; IC95%=1,23-2,36) ed Ispanica (IRR=1,44; IC95%=1,01-2,04).

I ricercatori hanno documentato anche un numero maggiore di infezioni nei pazienti sottoposti a profilassi, sia tra i pazienti lupici in toto che in quelli affetti da nefrite lupica.
Infine, il tasso di mortalità a 30 giorni è stato pari al 4,4%, con un eccesso di mortalità nei pazienti con nefrite lupica e in quelli trattati con CS.

Riassumendo
In conclusione, le infezioni causa di ospedalizzazione (in particolare quelle batteriche) sono un’evenienza molto comune nella popolazione pediatrica con lupus. I rischi maggiori di infezione sono stati documentati, all’interno di una coorte USA di pazienti pediatrici, negli Afro-Americani e nei nativi d’America, nonché nei pazienti con nefrite lupica, comorbilità e in quelli trattati con CS.

Sono ora necessari nuovi studi che approfondiscano le modalità attraverso le quali i tassi osservati di infezione possano essere mediati e modificati dall’impiego di immunosoppressori, idroclorochina e misure profilattiche (vaccini, uso antibiotici) e che studino le cause delle forti disparità etniche in termini di complicanze del lupus.

NC

Fonte: http://www.pharmastar.it

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