Malattie infiammatorie intestinali e qualità della vita: l’impatto della terapia

27

Aprile 2017

Il ripristino della qualità della vita è l’obiettivo di trattamento fondamentale nelle malattie infiammatorie croniche intestinali

Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), che comprendono la Colite Ulcerosa (CU) e la Malattia di Crohn (MC) sono patologie immuno-infiammatorie che a causa delle proprie caratteristiche tra le quali la cronicità, i sintomi, le complicanze, la necessità di mantenere trattamenti con potenziali eventi avversi, la dipendenza dalle visite mediche e gli interventi chirurgici determinano un impatto profondo sulla salute del paziente. Tali patologie vengono pertanto considerate delle malattie disabilitanti che compromettono tutti gli aspetti della vita ed impattano sulla qualità della vita correlata alla salute (HRQoL)[1].

A tal proposito l’organizzazione Internazionale per lo studio delle malattie infiammatorie croniche intestinali (IOIBD), nell’ambito del programma Selecting Therapeutic Targets in Inflammatory Bowel Disease (STRIDE) avente l’obiettivo di individuare, attraverso una Consensus di Esperti, i potenziali target di trattamento per le MICI da utilizzare all’interno di una strategia di trattamento di tipo treat to target, ha concordato che il ripristino della Qualità della vita sia l’ obiettivo di trattamento fondamentale sia nella MC che nella CU. Altri targets individuati in particolare per la CU sono stati la risoluzione del sanguinamento rettale e della diarrea (valutati attraverso i Patient Reported Outcome) e la remissione endoscopica [2].

Inoltre da un recente studio di Casellas et al, condotto tra l’Ottobre 2015 ed il Marzo 2016 con lo scopo di determinare le preferenze dei pazienti in merito agli obiettivi di trattamento, è emerso che il più importante era rappresentato dal miglioramento della qualità della vita nel 40.2% dei pazienti seguito dalla completa risoluzione dei sintomi nel 33.3% senza distinzioni tra i pazienti affetti da MC e CU.[3]. Per quanto riguarda gli effetti delle terapie attualmente a disposizione per i pazienti affetti da MICI sulla HRQoL, l’azione dei farmaci immnunosoppressori risulta controversa. Alcuni Autori hanno infatti riportato un peggioramento della HRQoL tra i pazienti trattati con Azatioprina mentre un recente studio caso-controllo che ha confrontato la HRQoL di pazienti affetti da MC in remissione stabile trattati con tiopurine rispetto a controlli sani ha mostrato che il trattamento era in grado di ripristinare l’HRQoL ed il benessere psicologico a livelli di normalità[4].

In merito alla terapia con farmaci biologici anti-TNFα uno studio pubblicato nel 2012 su JCC e condotto su 30 pazienti trattati con Infliximab e 24 con Adalimumab ha rilevato che la remissione clinica ad un anno indotta dalla terapia ripristinava la percezione di una salute normale nel 74% dei pazienti, più frequentemente nei soggetti affetti da CU (100%) che nei pazienti affetti da MC (67% p<0,05). [1] Più recentemente una survey cross-sectional condotta su 41 pazienti affetti da MICI, ha dimostrato che il miglioramento nell’ HRQoL per i pazienti in trattamento con farmaci anti-TNF era sostenuto per oltre un anno (media di durata del trattamento di 3.5 anni).

Fonte: http://www.popsci.it

Sede legale: Via Molise, 16 – 73100 Lecce (LE)
Sede operativa : Via Miglietta, 5 c/o Asl Lecce (Ex Opis) – 73100 Lecce (LE)
Tel/Fax 0832 520165 - Email: info@apmarr.it - PEC: apmarr@legalmail.it
C.F.: 93059010756 - P.Iva: 04433470756 - Codice SDI: W7YVJK9
Privacy Policy