Spondiloartrite assiale non radiografica, l’infiammazione può svilupparsi in seguito

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Aprile 2017

I pazienti con spondiloartrite assiale non-radiografica, senza evidenza obiettiva iniziale di infiammazione, possono successivamente mostrare infiammazione localizzata

I pazienti con spondiloartrite assiale non-radiografica, senza evidenza obiettiva iniziale di infiammazione, possono successivamente mostrare infiammazione localizzata (documentata mediante imaging a risonanza magnetica) e/o sistemica (livelli elevati di CRP).

Razionale dello studio
“Nei pazienti con axSpA attiva, l’infiammazione a livello dell’articolazione sacro-iliaca SIJ) o del rachide, documentata mediante MRI, come pure livelli elevati di CRP (prese singolarmente o insieme) sono considerate delle valutazioni obiettive utili sia per l’attività di malattia che per l’inizio del trattamento con farmaci anti-TNF scrivono gli autori nell’introduzione allo studio”.

Scopo di questa analisi post-hoc del trial ABILITY-1, implementato allo scopo di valutare l’efficacia del trattamento con adalimumab vs placebo in pazienti con nr-axSpA, è stato quello di valutare le variazioni di infiammazione obiettiva nel tempo.

Disegno dello studio e risultati principali
Il trial ABILITY-1 era un trial multicentrico, di Fase 3, randomizzato e in doppio cieco, condotto in pazienti con nr-axSpA, randomizzati a trattamento iniziale per 12 settimane con adalimumab 40 mg, a cadenza quindicinale, o a placebo, e successivamente trattati, indipendentemente dal gruppo iniziale di appartenenza, a trattamento con adalimumab in aperto per 144 settimane.

L’outcome primario dell’analisi post-hoc dello studio era rappresentato, invece, dallo sviluppo di segni obiettivi di infiammazione nei 94 pazienti non trattati con il farmaco biologico che avevano inizialmente ax-SpA clinicamente attiva ma assenza di documentazione MRI di infiammazione a livello di SIJ e del rachide o con livelli iniziali di CRP nella norma.

Dei 94 pazienti del trial afferenti al gruppo placebo di ABILITY-1, 29 mostravano, all’esame MRI, assenza di infiammazione a livello di SIJ e del rachide al basale, 57 mostravano livelli di CRP nella norma e 20 pazienti sia assenza di infiammazione all’esame MRI che valori di CRP nella norma al basale. L’età media di questi ultimi era pari a 38 anni, con una preponderanza di pazienti di sesso femminile (65%) e di etnia Caucasica (95%). Inoltre, la quasi totalità del campione era affetta da dolore lombare di natura infiammatoria.

I risultati relativi alle documentazioni MRI e ai livelli di CRP al basale e dopo 12 settimane sono stati i seguenti:
– Su 29 pazienti con assenza di documentazione MRI di infiammazione sia a livello di SIJ che del rachide al basale, 9 di questi (pari al 31%) mostravano infiammazione all’esame MRI dopo 12 settimane in entrambi i siti sopra indicati.

– Su 54 pazienti con assenza di documentazione MRI di infiammazione a livello di SIJ al basale, cinque (pari al 9,3%) hanno mostrato successivamente infiammazione dopo 12 settimane

– Su 43 pazienti con assenza di documentazione MRI di infiammazione spinale al basale, 11 (pari al 25,6%) sono andati incontro a questo evento dopo 12 settimane

– Su 57 pazienti con livelli di CRP nella norma al basale, 14 (pari al 24,6%) sono andati incontro ad innalzamento dei livelli di questo marker di infiammazione sistemica in una o più occasioni dalla quarta alla 12esima settimana di osservazione; di questi 14 pazienti, solo 3 sono andati incontro a malattie che potrebbero essere spiegate dall’elevazione dei livelli di CRP (sintomatologia flu-like, sindromi virali e sinusite)

– Su 20 pazienti con assenza di documentazione MRI di infiammazione a livello di SIJ e del rachide e con livelli di CRP nella norma al basale, 10 (pari al 50%) hanno mostrato infiammazione (all’esame MRI) sia a livello di SIJ che del rachide e/o un innalzamento dei livelli di CRP in più occasioni dal basale alla 12esima settimana.

I ricercatori non sono stati in grado di identificare l’esistenza di predittori significativi dello sviluppo successivo di infiammazione nei 20 pazienti senza segni MRI di infiammazione o senza un innalzamento dei livelli di CRP al basale.

La durata media della sintomatologia era pari a 10,2 anni per i pazienti che avevano sviluppato infiammazione alla 12esima settimana rispetto a 6,2 anni per quelli che non erano andati incontro a tale evento alla 12esima settimana.

Infine, sul totale dei pazienti con SIJ o infiammazione spinale (documentate mediante MRI) o con livelli elevati di CRP al basale, solo l’8,2% del campione (6 pazienti su 73) non ha più mostrato evidenze obiettive di infiammazione nel corso del periodo di trattamento di 12 settimane.

Invece, nei pazienti con infiammazione documentata sia mediante MRI che mediante livelli di CRP al basale, è stata documentata la persistenza dell’infiammazione obiettiva fino alla 12esima settimana dall’inizio dello studio.

Riassumendo
In conclusione, “lo studio ha dimostrato che in pazienti naive ai farmaci biologici e con nr-axSpa, sia l’infiammazione localizzata a livello dell’osso che l’infiammazione sistemica misurata mediante i livelli di CRP potrebbero cambiare durante il corso naturale di malattia scrivono i ricercatori nella discussione del lavoro”.

Nicola Casella

Fonte: http://www.pharmastar.it

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