Lupus, acidi grassi omega 3 e omega 6 migliorano alcuni outcome di malattia

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Novembre 2017

LUPUS: assumere acidi grassi omega 3 e omega 6 potrebbe migliorare la qualità del sonno e ridurre la sintomatologia depressiva associata

L’assunzione di acidi grassi omega 3 e omega 6 potrebbe migliorare alcuni outcome riferiti dai pazienti affetti da lupus (miglioramento della qualità del sonno e riduzione della sintomatologia depressiva associata.

Queste le conclusioni di uno studio recentemente presentato nel corso dell’ultimo congresso dell’American College of Rheumatology, in svolgimento a San Diego (USA).

Come è noto, gli acidi grassi omega sono dotati di proprietà immunomodulanti, ricordano i ricercatori nell’abstract di presentazione del lavoro: quelli omega-3 (n-3) sono generalmente anti-infiammatori mentre gli acidi grassi omega-6 (n-6) sono pro-infiammatori.

Rapporti elevati n-6:n:3 (fino a 16:1) sono di riscontro comune nelle diete occidentali e, pertanto, si ritiene contribuiscano all’insorgenza di malattie croniche.

In studi di piccole dimensioni è stato dimostrato che la supplementazione di acidi grassi omega-3 nel LES si associa a riduzione dell’attività di malattia lupica; finora, tuttavia, nessuno studio aveva esaminato il loro impatto sugli outcome riferiti dai pazienti.

Su questi presupposti è stato disegnato il nuovo studio di popolazione presentato al congresso, parte del programma MILES (the Michigan Lupus Epidemiology & Surveillance Program), che ha esaminato l’associazione esistente tra l’assunzione alimentare di acidi grassi n-3 e n-6 ed alcuni outcome riferiti dai pazienti.

Entrando nei dettagli dello studio, il programma MILES includeva una coorte di pazienti con LES, dei quali erano noti i dati al basale sull’assunzione alimentare di acidi grassi omega, grazie al questionario DHQ II (the National Cancer Institute’s Diet History Questionnaire II).

Tra gli outcome riferiti dai pazienti vi erano quelli inclusi in alcuni questionari strutturali (SLAQ – the Systemic Lupus Activity Questionnaire -, RAND 36 Health Survey, Fibromyalgia (FM) Scale, PROMIS Sleep Disturbance (short form 8b) e PROMIS Depression (short form 8b).

I ricercatori hanno effettuato analisi di regressione multivariata, aggiustate per alcune covariate (età, sesso, etnia, assunzione calorica e BMI) allo scopo di valutare l’associazione esistente tra l’assunzione di acidi grassi n-3 e n-6 ed alcuni outcome riferiti dai pazienti.

Passando ai risultati, il 98,7% dei pazienti con LES reclutati nel programma MILES ha completato i questionari relativi alle abitudini alimentari all’inizio del periodo di osservazione.

Di questi 456 pazienti (su 462), 425 (pari al 93,2%) erano di sesso femminile, 207 (pari al 45,4%) di etnia Afro-Americana, con un’età media alla prima visita medica dello studio pari a 52,9 anni.

Dopo correzione dei dati in base alle covariate sopra indicate, è emerso che l’incremento (sfavorevole) del rapporto n-6:n-3 era associato con l’attività di malattia lupica (SLAQ score); β 0,322 (IC95%=0,069, 0,574; p=0,013).

Non solo: è emerso che l’assunzione di acidi grassi n-3 era associata in modo statisticamente significativo con una migliore qualità del sonno (β -1,114, IC95%= -2,029, -0.198) e riduzione significativa della sintomalogia depressiva (β-0,884, IC95% -1,916, 0,148) e della presenza di comorbilità fibromialgica (OR 0,817, IC95% 0,655, 1,020).

Lo studio, concludono i ricercatori, rappresenta il primo passo per aiutare i reumatologi a comprendere meglio il ruolo della dieta nella gestione del LES.

NC

Fonte: https://www.pharmastar.it

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