Le malattie autoinfiammatorie

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Aprile 2019

Serena Mingolla intervista Marco Gattorno, Responsabile Centro Malattie Autoinfiammatorie e Immunodeficienze IRCCS Istituto Giannina Gaslini e presidente International Society of Systemic Autoinflammatory Diseases (ISSAID).

La UOC di Reumatologia pediatrica del Gaslini di Genova, in collaborazione con la Genetica Medica dello stesso Istituto, da anni rappresenta un centro di eccellenza per la diagnosi e la cura delle malattie autoinfiammatorie, delle quali coordina anche il registro internazionale EUROFEVER. Parliamo di queste patologie con il dott. Marco Gattorno.

Dott. Gattorno, cosa sono le malattie autoinfiammatorie?

Le malattie autoinfiammatorie sono malattie genetiche legate ad una mutazione di geni che regolano la risposta infiammatoria, cioè regolano la modalità con cui il nostro sistema immunitario risponde a germi e virus. Nelle persone con malattie autoinfiammatorie ci sono delle mutazioni che fanno sì che il sistema immunitario si attivi in maniera esagerata anche quando non c’è uno stimolo infettivo. Alla fine degli anni 90, le prime forme identificate geneticamente riguardavano le febbri ricorrenti – la Febbre Mediterranea Familiare, la sindrome da iper-IGD, la TRAPS in soggetti che avevano degli episodi febbrili ricorrenti con forte sintomatologia infiammatoria: dolori articolari, eruzioni cutanee, dolori addominali, toracici. Dopo, man mano che la ricerca è andata avanti, si è osservato che diversi altri sintomi e manifestazioni cliniche infiammatorie come orticaria ricorrente, alcune forme di artrite, patologie infiammatorie intestinali, vasculite – specialmente quando esordiscono in età pediatrica – sono legate a variazioni di singoli geni, quindi sono forme genetiche.

Possono colpire sia i bambini che gli adulti?

Essendo genetiche, queste malattie esordiscono prevalentemente in età pediatrica. Ci sono alcune forme, però, che esordiscono nella seconda o terza decade di vita, tipo la Febbre Mediterranea Familiare o la TRAPS. È importante, in ogni caso, che anche i medici degli adulti conoscano queste patologie perché ci possono essere dei pazienti che arrivano in età adulta con una forma genetica che non è stata ancora riconosciuta.

È possibile che ne siano affetti più membri della stessa famiglia?

Alcune forme si trasmettono da generazione in generazione. Si possono avere anche più persone della stessa famiglia che presentano la mutazione del singolo cromosoma necessaria ad avere la malattia.

Perché è così difficile conseguire la diagnosi precoce di queste patologie?

Tranne alcune malattie autoinfiammatorie come la Febbre Mediterranea Familiare che in Turchia, Israele, Armenia, Sicilia, Calabria e in alcuni altri Paesi soprattutto del bacino del Mediterraneo sono abbastanza frequenti, tutte le altre sono ultra-rare; l’incidenza è di circa un paziente su un milione. È per questa ragione che se non si richiede il test genetico la diagnosi è praticamente impossibile.

Come si vive oggi con una malattia autoinfiammatoria?

Avendo conosciuto bene i meccanismi legati alla malattia e le motivazionila cellula si infiamma, abbiamo anche capito bene quali potrebbero essere i target terapeutici. Per molte di queste malattie si possono utilizzare dei farmaci che bloccano delle molecole infiammatorie dette citochine che sono molto selettive e possono dare una completa risoluzione delle manifestazioni cliniche. Molte di queste forme hanno oggi delle terapie efficaci che possono praticamente normalizzare la qualità della vita del paziente.

Ci sono innovazioni che riguardano la loro cura?

L’ultima innovazione ha grande rilevanza dal punto di vista terapeutico ed è frutto di una ricerca multicentrica portata avanti in tutto il mondo, che ha visto coordinatori i due gruppi italiani del Gaslini e del Bambino Gesù. Lo studio, condotto su tre di queste malattie rare – la Febbre Mediterranea Familiare (FMF), la sindrome da iper-IGD e la sindrome periodica associata al recettore 1 del fattore di necrosi tumorale (TRAPS) ha dimostrato in maniera evidente l’efficacia di un nuovo farmaco che è stato registrato per queste tre indicazioni terapeutiche. Qualche anno fa era stato scoperto nel meccanismo delle 3 malattie il ruolo centrale di una specifica molecola dell’infiammazione, l’interleuchina 1, che viene prodotta in eccesso in conseguenza delle mutazioni genetiche. È stato usato un anticorpo specifico, che agisce in maniera mirata bloccando l’attività biologica dell’interleuchina 1. I risultati hanno dimostrato una straordinaria efficacia in tutte e tre le malattie con la pressoché totale scomparsa degli episodi febbrili, migliorando decisamente la qualità della vita dei pazienti.

Dal 31 marzo al 3 aprile si svolgerà a Genova il decimo “Biannual Meeting of the International Society of Systemic Auto-Inflammatory Diseases (ISSAID)” di cui lei è Presidente. Quali saranno i temi principali che verranno trattati?

Sarà un’occasione importante per fare il punto sulle malattie note; ci saranno tanti scienziati che stanno studiando i meccanismi molecolari legati a queste malattie, molti clinici, genetisti. Uno degli aspetti più interessanti è che verranno presentate diverse nuove malattie. Il 70-80% dei pazienti che vediamo nei nostri centri ha, infatti, delle forme che assomigliano alle malattie autoinfiammatorie ma di cui, ancora, non riusciamo ad individuare il gene. Grazie all’aiuto delle nuove tecniche genetiche abbiamo la possibilità di trovare sempre nuovi geni e poter fare diagnosi più accurate.

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