Puglia: l’umanizzazione diventa sistema

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Maggio 2019

Serena Mingolla intervista Sonia Giausa, Responsabile dell’Ufficio Comunicazione della ASL Lecce (capofila dell’iniziativa) e Responsabile Scientifica del progetto. 

Nel panorama nazionale, a contraddistinguersi nell’attuazione del “Progetto di Valutazione partecipata del grado di Umanizzazione delle Cure” proposto da Agenas, è stata la Regione Puglia, più volte chiamata a raccontare la sua esperienza alle altre regioni italiane.
“La Puglia – spiega la dott.ssa Sonia Giausa Responsabile dell’Ufficio Comunicazione della ASL Lecce (capofila dell’iniziativa) e Responsabile Scientifica del progetto ha fortemente creduto nel valore dell’umanizzazione e, unica sul territorio nazionale, è riuscita a coinvolgere tutti gli attori che, a diverso titolo, sono protagonisti dei percorsi di cura: gli ospedali pubblici, tutte le strutture private accreditate e, rispetto al piano nazionale di Agenas, anche le strutture di riabilitazione. Queste ultime con l’intento di non escludere nessuno dalla “rete regionale”, pur nella consapevolezza che gli item della check list non sono tarati per i percorsi riabilitativi”.
Ad effettuare il monitoraggio attraverso la check list sono state le équipe che hanno valutato 67 strutture: 60 per acuti, di cui 33 ospedali pubblici e 27 strutture private accreditate; 7 strutture di riabilitazione, di cui 2 pubbliche e 5 private accreditate; forte anche il coinvolgimento civico con 49 associazioni, 98 cittadini volontari e 106 operatori partecipanti. Grazie al monitoraggio, per la prima volta i volontari sono entrati nelle strutture accreditare dove, nella maggior parte dei casi, non erano presenti forme di collaborazione con le associazioni di volontariato.
La Regione Puglia ha deciso di investire nel miglioramento continuo del grado di umanizzazione e di rendere sistematica la rilevazione e il monitoraggio dei piani di miglioramento, passando da un progetto sperimentale ad una rilevazione sistematica con cadenza annuale. Questo è quanto già realizzato nel periodo di attuazione del progetto Agenas (anni 2017/2018), nel quale sono state effettuate due rilevazioni.
Vediamo, quindi, qual è la situazione emersa dalle analisi effettuate. “In generale afferma la dott.ssa Sonia Giausa è emerso un forte impegno da parte di tutti (decisori, volontari ed operatori) per migliorare il grado di umanizzazione e sensibilizzare al tema anche attraverso corsi di formazione dedicati. Sono emerse carenze sulle quali è possibile intervenire a breve/medio termine, ad esempio codificando e standardizzando procedure in atto quotidianamente ma non formalizzate ed altri aspetti che, invece, richiedono maggior tempo e investimenti perché sono legati ad elementi di natura strutturale: molti dei nostri ospedali pubblici sono costruzioni datate e mancano di una serie di accorgimenti che non facilitano l’accesso e la mobilità di chi è portatore di esigenze speciali”.
Il “misurare” ha coinciso in Puglia con un primo importante passo per migliorare: i monitoraggi effettuati nel 2017 e 2018 hanno infatti permesso di compiere alcune sostanziali modifiche che hanno portato la regione ad essere in linea con la media nazionale riscontrata da Agenas.
Ultimo aspetto, ma non meno importante, riguarda la comunicazione. “La restituzione pubblica dei risultati effettuata in maniera capillare è un altro elemento che ha distinto la Puglia nel contesto nazionale. Ci siamo misurati per migliorare e non per stilare classifiche e, senza paura di essere giudicati, abbiamo utilizzato tutti i canali a disposizione per fare conoscere ai cittadini i dati emersi. Rendere pubblici i risultati della misurazione attraverso molteplici percorsi di diffusione (incontri pubblici regionali e locali, portali web e canali social istituzionali, mezzi di informazione) conclude la dott.ssa Giausa – ha sviluppato una sana competizione tra gli operatori e ha portato tutti quanti, sollecitati dall’attenta partecipazione dei volontari, ad impegnarsi di più, raggiungendo nel 2018 importanti margini di miglioramento rispetto alla precedente rilevazione”.

I componenti della cabina di regia regionale pugliese:
Giovanni Gorgoni – Direttore Generale ARESS
Sonia Giausa – Responsabile scientifica del progetto
Michele Muci – Responsabile amministrativo del progetto
Stefania Palmisano – Cittadinanzattiva, Referente civico area nord
Antonella Celano – Referente civico area sud

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