Il vaccino anti-Covid19 e le persone con malattie reumatologiche

Il vaccino anti-Covid19 e le persone con malattie reumatologiche

Facciamo il punto con Roberto Caporali, professore di reumatologia all’Università di Milano

Ci siamo. L’Inghilterra, forte della propria insularità e dell’uscita dalla UE, è stata la prima. A seguire gli Stati Uniti, dove la Food and Drug Administration ha autorizzato all’uso di emergenza il vaccino Pfizer e, poco dopo, quello di Moderna. Ora anche l’EMA ha dato segnale verde. Il vaccino è ormai prossimo a esser somministrato per contrastare la pandemia da Covid-19. Alla vigilia – di Natale e del Vaccine-day – proviamo a fare il punto su vaccino anti-Covid -19 e persone con malattie reumatologiche.

Ne abbiamo parlato con Roberto Caporali, professore ordinario di Reumatologia presso l’Università di Milano e direttore del Dipartimento di Reumatologia e Scienze Mediche – ASST Gaetano Pini CTO del capoluogo lombardo.

Inizia la vaccinazione, che indicazioni possiamo dare alle persone con malattie reumatologiche?

In realtà non possiamo dire granché. I dati di cui disponiamo al momento non sono numerosi e vanno comunque valutati. La Società Italiana di Reumatologia, del cui direttivo faccio parte, ci sta lavorando con dedizione e impegno, per cercare di reperire quante più evidenze valide a fornire a pazienti e medici indicazioni basate su dati scientifici, che però al momento sono difficili da reperire. In questa situazione io credo che la cosa migliore da dire è di aspettare qualche giorno perché si possa riuscire a mettere insieme informazioni il più possibile solide, che ci mettano in condizione di dire ai pazienti cosa è bene fare e quali siano eventualmente i rischi e i benefici della vaccinazione.

Cautela, ma anche ottimismo…

Credo che in linea di massima la vaccinazione sarà un’opzione anche per i nostri pazienti, ma al momento ci occorrono dati. Lo studio sul vaccino Pfizer, il primo che sarà disponibile a breve anche da noi, è stato da poco pubblicato. All’interno della popolazione arruolata, i pazienti reumatologici erano molto pochi. Purtroppo dal lavoro non si capisce che pazienti fossero, quali patologie avessero e soprattutto non è specificato quali terapie stessero seguendo.

Virus nuovo, ma è nuova anche la tecnologia utilizzata per mettere a punto i vaccini. Si tratta di vaccini a RNA, e non a virus attenuato…

Si, è la prima volta che abbiamo a che fare con vaccini di questo tipo in pazienti con malattie reumatologiche autoimmuni, per lo più trattati con farmaci immunosoppressori. Questa novità va attentamente valutata. Nuovo il virus, nuova la metodica con cui sono stati messi a punto i vaccini, nuova la situazione d’impiego in questa nostra popolazione… 

Il piano vaccinale prevede l’inclusione precoce di gruppi fragili nella campagna di vaccinazione? 

Al momento si sa che le prime a essere vaccinate saranno le categorie professionali dei sanitari e dei militari. Al momento non è chiaro quando e con che ordine verranno inclusi i gruppi fragili nel piano. Le malattie autoimmuni sono numerose, reumatologiche, gastroenterologiche, dermatologiche e neurologiche. Ricadono nell’interesse e nella sfera di azione di diverse società scientifiche e tutte stanno lavorando sulla questione con attenzione. Noi della SIR stiamo consultandoci anche con esperti al di fuori della nostra società scientifica. Qualche tempo fa abbiamo pubblicato un piccolo vademecum per i pazienti reumatologici relativo alla questione vaccinazioni, ma sui vaccini noti come ad esempio l’antinfluenzale, l’antipneumococco. Sappiamo che i nostri pazienti si possono e si debbono vaccinare, ma con vaccini che non contengano il batterio o il virus vivo attenuato. Credo che la SIR, entro la fine dell’anno o al massimo all’inizio del nuovo, farà in modo di dare delle prime indicazioni anche sul vaccino anti Covid-19. Ci stiamo lavorando alacremente.

Quando potremo disporre di dati relativi all’impiego di questi vaccini anti-Covid-19 in persone con malattie reumatologiche?

Le sperimentazioni sono terminate. Quello che dobbiamo fare è raccogliere i dati, assemblarli e includere quanto emergerà dal rollout dell’impiego del vaccino nella popolazione reale. L’Inghilterra è partita in anticipo rispetto a noi e sta vaccinando attivamente. Io credo che nelle prossime settimane disporremo di dati in più anche relativi ai nostri pazienti. Man mano che disporremo dei dati li integreremo nelle indicazioni che stiamo per fornire. Anche l’EULAR, la società europea delle malattie reumatologiche, sta lavorando per produrre delle raccomandazioni sul vaccino anti Covid-19. Già alla fine del prossimo mese credo potremo disporre di ulteriori informazioni, dati che ci permettano quantomeno di fare delle speculazioni sul meccanismo d’azione del vaccino e le implicazioni che possono sussistere per le nostre malattie.

Istituire un registro delle vaccinazioni in persone con malattie reumatologiche è una cosa importante…

Sono convinto che raccogliere tutti i dati relativi ai nostri pazienti che si saranno vaccinati sia molto importante. É sulla scorta di questi dati che potremo dare indicazioni precise e basate sull’evidenza. Anche perché al momento noi non sappiamo quanto tempo durerà la protezione che il vaccino fornisce. Grazie ad un eventuale registro potremo disporre quindi di informazioni per costruire una strategia che vada avanti per i prossimi anni, perché non credo davvero che tutto questo finirà con la conclusione del 2021

Andrea Tomasini 

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